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Spazio Sensoriale

Hudson, NY, Stati Uniti
Opera realizzata
2006

Spazio Sensoriale è una delle opere fondative della ricerca di Fausto Ferrara. Realizzato a Hudson, New York, nel 2006, è un’Opera Spaziale e un prototipo architettonico abitabile nel quale corpo, materia, acqua, luce, natura e misura vengono ricondotti a un’unica esperienza dello spazio. La pubblicazione Spazi sensoriali. Prototipi spaziali documenta l’opera come progetto realizzato a Hudson, con opere dello scultore Pino Barillà.


L’architettura non si offre come oggetto da osservare frontalmente. Pareti, soglie, acqua, elementi verticali, ombre e variazioni luminose costruiscono uno spazio che deve essere attraversato. Il corpo non è spettatore: diventa lo strumento attraverso il quale distanze, compressioni, dilatazioni, assi e proporzioni acquistano misura. La forma emerge attraverso il movimento; lo spazio viene esperito prima di essere osservato.


Franco Purini individua precisamente questa condizione definendo Spazio Sensoriale una “scultura abitabile” e uno “spazio-situazione”. Nell’opera l’architettura viene sottoposta alla prova dell’assenza dell’utilità ordinaria e ricondotta a pura articolazione tettonica: materia, gravitazione dei volumi, compressione e dilatazione delle misure producono una condizione spaziale autonoma.


Il rapporto con la natura non nasce dal mimetismo. La parete separa e, contemporaneamente, riceve ombre, luce e riflessi; l’acqua non è un elemento decorativo, ma modifica la percezione della materia e del tempo. Cemento, acciaio, acqua, luce e suono partecipano alla costruzione di un ordine nel quale l’esterno viene selezionato e restituito all’interno attraverso l’esperienza sensoriale. Philippe Daverio riconosce proprio in questa relazione tra struttura e natura uno dei nuclei dell’opera.


La percezione, tuttavia, non costituisce il fine estetico di Spazio Sensoriale. È lo strumento attraverso il quale l’uomo torna a misurare la propria presenza nello spazio. Elena Liotta interpreta infatti l’opera come uno spazio psichico, nel quale corpo, sensi e mente partecipano insieme alla costruzione della realtà; Elisabetta Cristallini la legge come un prototipo spaziale e dispositivo percettivo e cognitivo, capace di ricondurre l’architettura alla misura dell’uomo.

Spazio Sensoriale costituisce così un nodo fondativo dell’opera di Ferrara: non una installazione sensoriale costruita per produrre effetti, ma una verifica radicale della possibilità dell’Architettura di mettere nuovamente in relazione corpo, luce, materia, acqua, natura, luogo e misura.


L’opera è al centro del volume Spazi sensoriali. Prototipi spaziali, Palombi Editori, 2010, con prefazione di Franco Purini e contributi di Philippe Daverio, Mario Ferrari ed Elena Liotta. La ricerca viene inoltre affrontata da Elisabetta Cristallini nel catalogo Traces of Centuries & Future Steps, pubblicato in occasione della XIII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia nel 2012.


Pubblicato in
Spazi sensoriali. Prototipi spaziali
Palombi Editori, 2010
Prefazione di Franco Purini
Testi di Philippe Daverio, Mario Ferrari, Elena Liotta
ISBN 9788860603166


Traces of Centuries & Future Steps
XIII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, 2012
Contributo di Elisabetta Cristallini
ISBN 9789490784119


Opera presentata alla 13ª Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia (2012).

Il progetto è analizzato nel volume scientifico On Soul and Earth: The Psychic Value of Place di Elena Liotta (Routledge, 2009, ISBN 9780415461481 (hbk) - 9780415461498 (pbk).
È inoltre oggetto della voce enciclopedica “Spazio sensoriale” su Wikipedia


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