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Villa Anelli - Lakeside House

Garda, Italia
Opera in corso
2023

Villa Anelli è un’Opera Abitabile privata sul Lago di Garda, costruita attorno ai principi di sospensione, circolarità e continuità spaziale. L’architettura non è pensata come volume abitativo da esibire, ma come organismo plastico: una composizione di anelli che si intersecano e si sostengono, generando luoghi differenti per luce, orientamento, protezione e densità percettiva.


La relazione con il lago non è scenografica, ma misurata. Lo specchio d’acqua diventa piano di soglia tra spazio costruito e paesaggio, superficie che separa e allo stesso tempo unisce. L’architettura si apre verso sud e, nel punto di maggiore tensione, si interrompe: l’aggetto non conclude la forma, ma la sospende.

Il corpo principale dell’edificio poggia su un volume parzialmente incassato nel terreno. Questo basamento non si offre alla vista, ma assorbe il peso dell’insieme, consentendo agli spazi superiori di apparire leggeri e continui. La distribuzione interna non è organizzata soltanto per funzioni, ma per livelli di intimità, protezione, altezza e rapporto con la luce.


Un grande spazio centrale a doppia altezza mette in relazione interno ed esterno senza soluzione di continuità. Le superfici vetrate scorrono e scompaiono, lasciando che aria, riflessi e variazioni luminose entrino nello spazio abitato. Il paesaggio entra nell’architettura senza diventare una semplice veduta da consumare.


La dimensione privata si sviluppa come una sequenza raccolta e protetta. Gli ambienti non cercano rappresentazione, ma equilibrio: affacci controllati, vuoti calibrati e terrazze concepite come luoghi di permanenza e sospensione piuttosto che di esposizione. Apertura e riparo non sono condizioni opposte: costruiscono insieme la misura dell’abitare.


Villa Anelli non si presenta come residenza di lusso, ma come Opera Abitabile. Un’opera in cui la forma non esibisce, ma trattiene; in cui l’abitare non è consumo dello spazio né del paesaggio, ma permanenza misurata nel tempo, nella luce e nella relazione con il luogo.


Nel suo testo del 2025 sull’opera architettonica di Fausto Ferrara, Kenneth Frampton cita esplicitamente Villa Anelli insieme a Spazio Sensoriale come esempio del dialogo tra costruzione e natura: un’architettura che non si impone sul paesaggio, ma entra in relazione con esso, restituendo al costruire un senso di misura.

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