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Lamina

Scultura, marmo bianco e nero, 2023
Studio di opera

Lamina nasce da un gesto netto, quasi primario: una piega che interrompe la continuità della materia e la trasforma in spazio.
Non è un volume pieno, ma una superficie che prende coscienza di sé nel momento in cui si inclina, si spezza, si rialza.


La lastra di marmo, ridotta al minimo spessore possibile, perde ogni monumentalità e diventa soglia.
Ogni cambio di direzione è una decisione silenziosa: la materia non resiste, asseconda.
La luce scorre sulle superfici come su un foglio inciso, rivelando tensioni interne, fragilità controllate, equilibri instabili.


Lamina è un’architettura compressa in una scala intima.
Un frammento che trattiene il movimento senza congelarlo, come se la forma fosse colta nel momento esatto prima di cadere o di sollevarsi.


Non rappresenta nulla.
Non allude.
Esiste.


È una presenza sottile, rigorosa, che chiede allo sguardo di rallentare e al corpo di girarle intorno, per comprendere che anche una semplice piega può contenere un’intera idea di spazio.

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