Fausto Ferrara. Ville contemporanee come opere abitabili
Ville private e residenze contemporanee generate dal rapporto tra luogo, luce, materia, paesaggio e forma.
Una villa contemporanea può essere molto più di una casa ben progettata.
Può diventare il luogo nel quale una vita, un paesaggio e una forma trovano una relazione irripetibile.
Fausto Ferrara è architetto, artista e autore italiano. La villa privata è uno dei territori nei quali la sua ricerca sull’abitare può diventare opera: non attraverso l’applicazione di uno stile, ma attraverso l’ascolto del luogo e la costruzione di una forma necessaria.
Ogni progetto nasce dal rapporto tra uomo, luce, materia, paesaggio, soglia, misura e tempo.
La forma non viene scelta. Viene generata.

Una villa d’autore, non un modello da ripetere
Una villa di Fausto Ferrara non nasce da un repertorio formale da applicare a terreni differenti.
Ogni opera possiede una propria origine.
La topografia, l’orientamento, la vegetazione, le distanze, il percorso del sole, l’acqua, il vento, le viste e la materia partecipano alla costruzione della forma.
Per questo due luoghi diversi non possono generare la stessa casa.
L’architettura non viene collocata sul paesaggio: nasce dalla relazione con esso.
Una villa diventa così site-specific, appartenente al luogo che l’ha generata e alla vita che dovrà accogliere.
Luce, materia e paesaggio costruiscono la casa
La luce naturale non è un effetto scenografico.
Misura il tempo, modifica la percezione degli spazi, rivela la materia e costruisce profondità.
La materia non riveste la forma: le dà peso, temperatura, resistenza e presenza.
Il paesaggio non è una veduta da incorniciare: entra nella struttura dell’opera attraverso soglie, aperture, percorsi, ombre e proporzioni.
La villa contemporanea nasce dalla relazione tra questi elementi, non dalla loro somma.
Luce, materia e paesaggio diventano architettura quando appartengono alla stessa necessità.
Privacy come forma dello spazio
Una casa privata deve poter aprirsi al mondo senza esporre continuamente la vita di chi la abita.
Per Ferrara la privacy non nasce semplicemente da muri, schermature o dispositivi aggiunti.
Nasce dalla forma stessa dello spazio.
Distanze, cambi di quota, percorsi, corti, muri, vegetazione e sequenze di soglie possono costruire differenti gradi di apertura e protezione.
La casa può così accogliere il paesaggio e nello stesso tempo custodire radicalmente l’intimità.
Dalla villa contemporanea all’opera abitabile
Non tutto ciò che è costruito diventa Architettura.
Una villa può essere costosa, tecnicamente sofisticata, formalmente elegante e perfettamente realizzata senza per questo diventare Opera.
La ricerca teorica di Fausto Ferrara interroga precisamente questa soglia.
Nell’opera abitabile, funzione, luogo, materia, luce, corpo e forma cessano di essere elementi separati e diventano parti di una relazione necessaria.
La casa non è più semplicemente l’edificio nel quale si vive.
Diventa una forma attraverso la quale si abita il mondo.
Una villa non diventa unica perché è diversa dalle altre.
Diventa unica quando non potrebbe essere altrimenti.
Una voce autonoma nell’architettura contemporanea
Kenneth Frampton colloca la ricerca di Fausto Ferrara all’interno della tradizione critica della cultura tettonica, in una linea che comprende Lewerentz, Scarpa, Kahn, Ando e Zumthor.
Ma la prossimità critica non significa appartenenza stilistica.
Frampton riconosce in Ferrara una “voce autonoma e necessaria”, fondata sull’ascolto del luogo, della materia e della luce e sulla costruzione di spazi destinati all’esperienza più che al consumo visivo.
È precisamente questa autonomia che attraversa anche la casa privata.
Non una villa “alla maniera di”.
Non una variante di un linguaggio già riconoscibile.
Un’opera che deve trovare la propria forma.
La villa come luogo di esperienza
Una casa viene abitata con il corpo prima ancora che con lo sguardo.
Si attraversa.
Si percepisce attraverso temperatura, luce, ombra, suono, distanza, consistenza della materia e rapporto con l’esterno.
La ricerca di Ferrara nasce da questa dimensione percettiva dell’architettura.
Franco Purini ha riconosciuto nello Spazio Sensoriale una “scultura abitabile” e uno “spazio-situazione”, mentre Francesco Dal Co ha letto nelle architetture di Ferrara la costruzione di luoghi destinati alla meditazione e al dialogo con sé stessi.
Questa stessa ricerca attraversa la casa: l’architettura non come immagine da osservare, ma come luogo da vivere.
Ville e residenze private in Italia e nel mondo
Fausto Ferrara può concepire una villa o una residenza privata ovunque esistano un luogo e una committenza capaci di generare un’opera.
L’origine autoriale del progetto rimane sotto la sua diretta responsabilità.
Ferrara genera e dirige l’opera.
Arckeo ne sviluppa e coordina il processo progettuale.
Architetti locali abilitati, specialisti e maestranze del luogo traducono il progetto nelle norme, nelle autorizzazioni e nelle tecniche costruttive del Paese nel quale viene realizzato.
Il tecnico locale conosce la norma.
L’impresa conosce il cantiere.
Ma nessuno di loro può sostituire l’autore.
Commissionare una villa a Fausto Ferrara
Una committenza nasce prima dalla conoscenza dell’opera che dalla richiesta di una prestazione.
Ferrara seleziona ville, residenze private e trasformazioni dell’esistente nelle quali esistano le condizioni per sviluppare una ricerca autoriale completa.
Prima si conosce l’opera.
Poi si parla.


