Trasformare una tenuta richiede tempo
Le grandi proprietà raramente vengono trasformate in un solo gesto.
Spesso il progetto procede per fasi.
Prima il territorio.
Poi le infrastrutture.
Il recupero di alcuni edifici.
Nuove costruzioni.
Paesaggio.
Acqua.
Spazi produttivi.
Il progetto generale deve quindi essere capace di governare il tempo.
Ogni fase deve funzionare.
Ma nessuna fase deve compromettere ciò che verrà dopo.
La capacità di progettare il futuro della proprietà è parte dell’architettura.
Una casa per una permanenza lunga
Una grande tenuta possiede spesso una temporalità diversa rispetto a una normale abitazione.
Può attraversare generazioni.
Cambiare funzioni.
Accogliere famiglia, ospiti e attività differenti.
Assorbire trasformazioni.
Per questo il progetto non deve nascere soltanto dalle esigenze immediate.
Deve possedere una struttura sufficientemente forte da accogliere il cambiamento senza perdere identità.
L’architettura non deve prevedere tutto.
Deve costruire ciò che può resistere al tempo.

Prima dell’edificio viene la struttura generale
Quando una proprietà raggiunge una certa scala, progettare un singolo edificio senza comprendere l’intero territorio produce frammenti.
Casa principale.
Dependance.
Piscina.
Guest house.
Edifici agricoli.
Percorsi.
Parcheggi.
Giardini.
Spazi tecnici.
Se vengono affrontati separatamente, ogni intervento genera una nuova logica.
La tenuta perde unità.
Ferrara lavora invece a partire da una struttura generale del luogo.
Un ordine capace di stabilire:
gerarchie;
distanze;
sequenze;
accessi;
visuali;
aree di protezione;
relazioni tra edifici;
rapporto tra costruito e paesaggio.
Il masterplan non è una composizione grafica.
È il principio che impedisce alla proprietà di diventare un accumulo.
La tenuta è un territorio, non un lotto
Un lotto può essere misurato attraverso i propri confini.
Una tenuta deve essere compresa attraverso le proprie relazioni.
Quote.
Pendenze.
Boschi.
Campi.
Acqua.
Tracciati.
Edifici esistenti.
Orientamento.
Accessi.
Percorsi agricoli.
Paesaggio lontano.
Ogni elemento influenza gli altri.
Per questo la prima domanda non è:
dove costruire?
La prima domanda è:
qual è l’ordine già presente in questo luogo?
L’architettura comincia dalla sua lettura.
Antico e nuovo non devono imitarsi
Intervenire su una tenuta storica non significa produrre una nuova architettura che sembri vecchia.
E non significa nemmeno contrapporre deliberatamente il nuovo all’esistente per renderlo riconoscibile.
Entrambe le strategie possono ridursi a linguaggio.
Ferrara cerca una relazione più profonda.
Materia.
Proporzione.
Peso.
Soglia.
Orientamento.
Topografia.
Luce.
Il nuovo deve poter appartenere al luogo senza fingere di appartenere a un altro tempo.
La continuità non è stilistica.
È strutturale.
L’acqua come struttura del luogo
L’acqua può appartenere a una tenuta in modi differenti.
Raccolta.
Irrigazione.
Bacini.
Canali.
Piscine.
Vasche.
Fonti.
Elementi naturali preesistenti.
Non deve necessariamente diventare elemento scenografico.
Può organizzare il terreno.
Misurare una distanza.
Costruire un limite.
Riflettere la luce.
Partecipare al microclima.
Segnare una sequenza.
Quando appartiene alla struttura generale, l’acqua cessa di essere accessorio.
Diventa materia territoriale dell’opera.
Grande scala non significa costruire di più
Una proprietà estesa produce facilmente un equivoco.
Poiché c’è molto spazio, sembra possibile aggiungere molto.
Ma una grande tenuta può richiedere esattamente il contrario.
Concentrare.
Proteggere.
Sottrarre.
Lasciare distanze.
Preservare vuoti.
Impedire che ogni funzione generi un nuovo edificio.
La qualità territoriale dipende spesso da ciò che non viene costruito.
La scala del luogo non autorizza l’accumulo.
Impone maggiore disciplina.
Privacy come progetto territoriale
Nella grande tenuta la privacy non si costruisce con una recinzione.
Comincia molto prima dell’edificio.
Arrivo.
Accesso.
Distanza dalla strada.
Vegetazione.
Quote.
Orientamento.
Percorsi separati.
Visibilità.
Muri.
Corti.
Cambi di livello.
Relazione tra residenza principale, ospiti, personale e servizi.
La privacy deve essere progettata come una sequenza di gradi.
Pubblico.
Filtrato.
Protetto.
Privato.
Intimo.
La distanza fisica è soltanto uno degli strumenti.
La vera privacy nasce dalla costruzione delle relazioni.
Grandi Tenute: Paesaggio, Preesistenze e Opera Abitabile
Una grande tenuta non è una casa circondata da molto terreno.
È un sistema territoriale.
Contiene edifici.
Topografia.
Vegetazione.
Acqua.
Strade.
Muri.
Colture.
Preesistenze.
Visuali.
Distanze.
Luoghi di lavoro e luoghi dell’abitare.
Per Fausto Ferrara, architetto, artista e autore, il progetto di una grande tenuta comincia dalla capacità di riconoscere questa struttura prima di aggiungere nuova architettura.
Il problema non consiste nel riempire un territorio.
Consiste nel capire che cosa deve rimanere, che cosa deve essere trasformato e che cosa può realmente essere costruito.
Solo allora la proprietà può cessare di essere una somma di parti.
Può diventare un organismo.
La casa principale non deve divorare il territorio
In una grande proprietà la residenza principale rischia facilmente di diventare il centro assoluto della composizione.
Un oggetto dominante.
Visibile da ogni punto.
Ferrara lavora invece sul rapporto tra presenza e misura.
La casa può assumere grande intensità senza occupare simbolicamente tutto il luogo.
Può entrare nella topografia.
Proteggersi.
Aprire visuali precise.
Costruire corti.
Generare soglie.
Concentrarsi in alcune parti e scomparire in altre.
L’opera non deve possedere il paesaggio.
Deve appartenervi.
Percorsi, muri e soglie sono architettura
In una grande tenuta l’architettura non coincide soltanto con gli edifici.
Una strada può determinare il modo in cui il luogo viene percepito.
Un muro può stabilire distanza.
Una soglia può segnare il passaggio tra due condizioni.
Una corte può costruire orientamento.
Un cambio di quota può proteggere una parte della proprietà.
Un filare può diventare struttura spaziale.
Il progetto territoriale nasce spesso da elementi apparentemente secondari.
Sono proprio questi elementi a permettere agli edifici di non diventare oggetti isolati.
Paesaggio produttivo e paesaggio abitato
Molte grandi tenute contengono una dimensione produttiva.
Vigneti.
Oliveti.
Frutteti.
Boschi.
Campi.
Allevamento.
Attività agricole.
Questa realtà non deve essere separata dall’architettura come semplice sfondo economico.
Il paesaggio produttivo possiede proprie geometrie.
Tempi.
Percorsi.
Esigenze tecniche.
Stagioni.
Movimenti.
L’abitare deve confrontarsi con questa struttura reale.
Non trasformarla in decorazione.
La tenuta può essere contemporaneamente luogo di produzione e luogo di vita senza che una delle due condizioni venga falsificata.
Le preesistenze non sono automaticamente valore
Una grande tenuta contiene spesso edifici esistenti.
Casali.
Annessi.
Stalle.
Muri.
Ruderi.
Manufatti agricoli.
Non tutto ciò che esiste possiede lo stesso valore.
Conservare indiscriminatamente può essere tanto arbitrario quanto demolire indiscriminatamente.
Occorre distinguere.
Che cosa appartiene realmente alla struttura del luogo?
Che cosa contiene memoria?
Che cosa possiede qualità costruttiva?
Che cosa può essere trasformato?
Che cosa è soltanto occupazione del suolo?
Il progetto non parte dal culto della preesistenza.
Parte dal criterio.
Più edifici, una sola opera
Una grande proprietà può richiedere più costruzioni.
Residenza principale.
Casa per gli ospiti.
Spazi di lavoro.
Edifici agricoli.
Luoghi per il personale.
Depositi.
Padiglioni.
Spazi per collezioni.
Il rischio è che ogni edificio diventi un progetto autonomo.
Ferrara affronta invece la tenuta come un solo organismo articolato.
Le parti possono essere differenti.
Ma devono appartenere allo stesso ordine.
Non attraverso la ripetizione di uno stile.
Attraverso misura, materia, topografia, distanza e relazione.
La Griglia E9: Tenuta contro proprietà immobiliare
Una grande estensione di terreno e una serie di edifici di valore non producono automaticamente architettura.
La Griglia E9 permette di distinguere.
Opera o Costruito.
Luogo o Superficie.
Forma Necessaria o Immagine.
Una tenuta può essere economicamente importante e spazialmente priva di ordine.
Può contenere materiali costosi e restare superficie.
Può essere perfettamente restaurata e non diventare opera.
Il valore economico della proprietà e il valore architettonico non coincidono automaticamente.
L’architettura comincia quando le parti cessano di essere sostituibili.
Quando luogo, costruzione e forma diventano reciprocamente necessari.
Non una tenuta di rappresentanza
Ferrara non progetta una grande proprietà per trasformarla in dimostrazione di status.
L’architettura non ha il compito di rappresentare la disponibilità economica del proprietario.
Deve costruire un rapporto preciso tra persona e luogo.
Protezione.
Misura.
Durata.
Materia.
Spazio.
Paesaggio.
La rarità dell’opera non deriva dall’ostentazione.
Deriva dalla difficoltà di costruire qualcosa che non potrebbe esistere nello stesso modo altrove.
Un autore, non un catalogo di soluzioni
Commissionare una grande tenuta a Fausto Ferrara non significa scegliere da un repertorio di case, piscine, padiglioni o giardini.
Ogni proprietà richiede una lettura nuova.
Ogni topografia impone condizioni differenti.
Ogni preesistenza pone domande specifiche.
Ogni committente stabilisce un diverso rapporto con il luogo.
Ferrara non applica un format.
Costruisce il principio attraverso il quale le parti possono diventare opera.
Committenza e responsabilità
Una grande tenuta richiede una committenza capace di ragionare sul lungo periodo.
Le decisioni iniziali hanno conseguenze sull’intera proprietà.
Posizione di un edificio.
Accesso.
Strada.
Quota.
Impianti.
Acqua.
Paesaggio.
Ogni scelta può aprire o chiudere possibilità future.
Per questo il progetto non può essere ridotto a una sequenza di incarichi indipendenti.
Occorre un criterio unitario.
Il committente non acquista una serie di prestazioni.
Partecipa alla costruzione di un ordine territoriale.
Autore e struttura esecutiva
La responsabilità autoriale appartiene a Fausto Ferrara.
La scala di una grande tenuta richiede tuttavia una forte integrazione tra architettura, strutture, impianti, paesaggio, infrastrutture, pratiche autorizzative, rilievi, geologia, energia e fasi esecutive.
L’ingegnerizzazione e il coordinamento tecnico possono essere sviluppati attraverso Arckeo Executive Workshop, fondato nel 2004, sotto la direzione autoriale di Ferrara.
La tecnica non viene aggiunta dopo l’idea.
Partecipa alla sua verifica.
E il progetto deve essere protetto fino alla realizzazione.
Commissionare una grande tenuta come Opera Abitabile
Una grande tenuta diventa architettura quando smette di essere semplicemente una proprietà.
Quando edifici, terreno, acqua, percorsi, vegetazione, vuoti e paesaggio appartengono a un solo ordine.
Quando il nuovo non cancella ciò che esiste.
Quando la preesistenza non impedisce ciò che deve ancora nascere.
Quando la dimensione non produce accumulo, ma misura.
È in questa condizione che una proprietà estesa può diventare Opera Abitabile.
Non un insieme di edifici nel paesaggio.
Ma un luogo nel quale territorio, forma e vita diventano inseparabili.


